Psicologia

Autostima: valutazione di sé e come aumentarla

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Con la parola autostima ci si riferisce alla valutazione che si fa di sé: quanto penso di valere? Quanto valgo? 

L’autostima è collegata costantemente a tante aree della nostra vita ed è legata a 2 costrutti psicologici: autoefficacia e immagine di sé.

Autostima e autoefficacia

È un costrutto teorizzato da Bandura  e riguarda la percezione che abbiamo di noi stessi di sapere di essere in grado di fare, esprimere ed essere/divenire. Riguarda le seguenti domande: quanto mi sento in grado di affrontare le situazioni della vita? Quanto penso e mi fido del mio modo di pensare e di prendere decisioni? Mi sento attore o spettatore della mia vita?

Attenzione! Avere una buona efficacia però non significa sentirsi infallibile. Essa permette di vivere la vita con maggiore serenità; consente di ridimensionare i fallimenti e imparare dagli errori. Dà la sensazione di poter agire nella propria vita. Invece una bassa autostima dovuta ad uno scarso senso di autoefficacia può portare ad avere tanti sogni nel cassetto ma non provare mai a realizzarli. Questo perché si pensa di non essere in grado di poterli portare avanti. (approfondimento costrutto di autoefficacia )

Immagine di sé…

È come se fosse la fotografia di noi stessi. È un insieme di aggettivi che sentiamo che ci definiscono: sono simpatico, bello, brutto, permaloso, responsabile, ecc.

La percezione del proprio Sé Reale è collegata al rispetto che si ha di sè e quindi al valore che ci si dà.  Quanto assecondo gli altri e quanto invece faccio sentire le mie idee e i miei bisogni agli altri? Se non do valore a me stesso e ai miei pensieri, penso che gli altri siano migliori di me e valgano più di me.

Dare il proprio punto di vista è sempre una ricchezza per noi e per gli altri. Porta ad uno scambio costruttivo e ad una condivisione. Bisogna tenere a mente che gli altri rispondono in base a come mi pongo.

A tal proposito in psicologia esiste la cosiddetta “legge della corrispondenza”, ovvero il mondo esteriore è lo specchio del mio mondo interiore.

Perciò se io ho rispetto per me, quando subisco un torto o sono in una situazione che non mi piace, riesco ad esprimere ciò che provo e dire cosa non mi sta bene, agendo attivamente in ciò che vivo (senza subire). Se invece non ho rispetto per me stesso, nel momento in cui ricevo una critica che non condivido, tenderò a dare più valore a ciò che l’altra persona mi sta dicendo e credere che l’altro abbia sicuramente ragione.

Inoltre cercare l’approvazione degli altri non è sbagliato. È voler piacere a tutti il problema.

..e Sé Ideale

Oltre al Sé Reale esiste anche il Se Ideale. Esso racchiude tutte le aspirazioni di ciò che si vorrebbe essere. Il Sé Ideale è funzionale e stimolante nelle decisioni e nelle azioni della propria vita. Ma risente dei condizionamenti sociali e delle aspettative che altri hanno su di noi. Perciò nel momento in cui c’è una grande distanza tra Sé Reale e Sé Ideale subentra un senso di inadeguatezza.

Mi sento inadeguato rispetto a cosa o a chi? Quello che sto facendo quotidianamente è ciò che voglio fare davvero?

Cosa determina una scarsa autostima

Avere una scarsa autostima può tendenzialmente generare due tipi di situazioni:

  1. Dipendenza dagli altri
  2. Costruzione di una “maschera perfetta” che mi permetta di stare con gli altri nel modo che io ritengo vada meglio. Ciò determina la costruzione di relazioni non basate sull’ autenticità.

Possono così verificarsi situazioni in cui si ha la sensazione di non essere all’ altezza. È una sensazione condivisibile da tanti, forse tutti, ma le motivazioni sono e saranno sempre del tutto soggettive. Ognuno di noi vivrà ciò in base alle esperienze del proprio passato.

Si deve tenere presente che attraverso i pensieri cambiamo la realtà. E’ importante quindi lavorarci per accrescere la propria autostima.

Avere buona autostima

Significa vivere un fallimento, riuscire a ridimensionarlo e accoglierlo come un piccolo errore della propria vita da cui imparare qualcosa. Questo perché mi sento aperto al mondo e mi percepisco come una persona capace, anche con i miei limiti e punti deboli.

Al contrario una bassa autostima mi porta ad essere molto più chiuso nei confronti del mondo. Ho la convinzione di non valere nulla e che qualsiasi sfida io affronti andrà sempre a finire male. Perciò affrontare cose nuove significa fallimento che confermerà quanto non valgo. Così automaticamente non mi muoverò. E vivrò la vita con il terrore. Ciò determinerà la procrastinazione e l’ insorgere della paura.

Come aumentare la propria autostima

Ecco qui alcuni suggerimenti per provare a migliorare la fiducia in sé:

  1. Celebration list: a fine giornata segnare su un quaderno le celebrazioni delle cose buone che si sono portate a termine o che, anche se non si sono concluse, hanno avuto un buono sviluppo. Questo esercizio aiuta a visualizzare le cose di cui si può essere soddisfatti.
  2. Curare il proprio dialogo interno: scrivere o pensare a tutto ciò che si sa fare bene. È inutile stare ogni giorno a torturarsi sulle mille cose che non si sanno fare. Meglio spendere quelle stesse energie e quel tempo a ricordarsi le proprie qualità. Significa amarsi e trattarsi bene.
  3. Sfida: provare quotidianamente ad uscire dalla propria comfort zone a piccoli passi. Ciò permetterà di sperimentarsi in cose nuove e scoprire che forse non si è incapaci come si crede.

Amiamo noi stessi dandoci valore!

Se non lo facciamo noi, perché dovrebbero farlo gli altri?

 

Immagine in copertina https://www.pexels.com/it-it/foto/seduto-sfocatura-riflesso-faccia-6417918/

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About author
Paola Ferriero Classe 1991. Psicologa clinica e Tutor Specifico DSA. Si occupa di sostegno psicologico, tecniche di rilassamento di gruppo e individuali (training autogeno) e percorsi di accompagnamento e preparazione al parto con metodo RAT.
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